«È sempre stato per me conforto (consigliere) e sostegno».
Le ultime parole che Zelia scrisse al marito furono: «Sono tutta tua».
Santa Zelia
«Sento che la nostra famiglia, per quanto modesta,
è onorata dal fatto che il nostro mirabile Creatore l'abbia annoverata tra i suoi prediletti».
San Luigi
I Martin vivevano seguendo le feste liturgiche. Nei giorni feriali i genitori iniziavano la giornata con la santa Messa, alle cinque e mezzo del mattino. L'influenza del signor Martin si estese a tutta una cerchia di amici. Molti di loro, senza Luigi, si sarebbero probabilmente dedicati soltanto ai divertimenti mondani. Egli li attirò a frequentare il circolo cattolico, li entusiasmò per le usanze festive della parrocchia e per la visita ai malati. Non erano ripiegati su se stessi, ma erano invece attenti a ciò che accadeva intorno a loro.
Ci stupisce un poco che la Zadar cristiana non abbia santi autoctoni, che i santi che veneriamo nella nostra città, come sant'Anastasia, san Crisogono e il vecchio Simeone, siano stati portati da fuori. L'unico riconosciuto dalla Chiesa come beato è Giacomo da Zadar, e anch'egli si distinse e morì in Italia, a Bitetto, presso Bari. Dobbiamo dunque ammettere che siamo, in un certo senso, poveri per quanto riguarda i santi proclamati dalla Chiesa. Ma quando saremo nell'eternità, vedremo che nella lunga storia cristiana di Zadar è vissuta una moltitudine di persone sante che possono esserci modello e intercessori. Una di queste è Angelica Salghetti-Drioli, nata Isola, santa donna e madre, e suo marito Francesco.
Storia coniugale e d'amore per immagini: Marc Chagall e Bella Rosenfeld
E sei diventata mia moglie
Per gli anni a venire. Amatissima.
Mi hai donato nostra figlia, dono raro
nel giorno più solenne...
Grazie a te, o Dio nell'alto dei cieli
Per il giorno e per il mese.
Marc Chagall
Egli ritrae sua moglie come una donna fantasiosa, intellettuale, assertiva: «Con chi posso paragonarla? Non era come nessun'altra. Era Bašenka-Beločka sulla collina, si specchiava nel fiume Dvina con le sue nuvole, i suoi alberi e le sue case. Desideravo che si risvegliasse nel mio stesso sogno». La sua voce era, come dice lui, «come il canto di un uccello proveniente da un altro mondo».
Due rivoluzioni, due guerre, povertà, viaggi frequenti — Bella Rosenfeld, musa fedele e moglie di Marc Chagall, rimase con lui per quasi 30 anni. Il suo angelo, simbolo d'amore in tutti i suoi quadri, delicata, intelligente, bella, Bella comprese Chagall come nessun altro e lo accettò così com'era. Nessun quadro era completo senza la sua approvazione; l'artista la adorò, la amò come nessun'altra fino alla fine della sua lunga vita.
Sono entrato nel mio giardino, sorella mia, sposa mia
Là ti darò il mio amore
Trovai l'amore dell'anima mia
Lo strinsi e non lo lascerò più
La Bibbia inizia con un giardino, il giardino che Dio piantò in Eden (cfr. Gen 2,8), e termina con la menzione di una città-giardino, la Gerusalemme celeste: "In mezzo alla piazza della città e da una parte e dall'altra del fiume, si trova l'albero della vita che produce dodici raccolti, dando frutto ogni mese; le foglie dell'albero servono alla guarigione delle nazioni" (Ap 22,2). Anche al centro della Bibbia si trova un giardino, quello del Cantico dei Cantici, di cui il rabbino Akiva disse che è il "Santo dei Santi" della Scrittura: vi si trova un giardino con acque correnti e alberi in fiore.
Vorremmo riflettere su questa duplice prospettiva, che collega il "mistero" del giardino a quello della coppia umana. Perché la coppia si dà appuntamento in un giardino? In che modo la figura antropologica e cosmica della coppia nel giardino è portatrice di una verità teologica? Il Cantico dei Cantici offrirà la "cornice" per questa riflessione; è proprio nelle sue pagine che si esprime nel modo più esplicito l'invito degli amanti ad andare nel giardino: «Entri il mio amato nel suo giardino [...]. Sono entrato nel mio giardino, sorella mia, sposa» (Ct 4,16-5,1). Parleremo di una rete di radici comuni, della cura per la casa comune, dell'amore in famiglia. La coppia considerata in questo contesto si apre al progetto divino, a una vita nella pienezza, con frutti molteplici.
«L'amicizia tra marito e moglie è presente, sembra, secondo natura; infatti, per sua natura l'uomo è più incline a vivere in coppia ancora più che nello Stato, così come la casa stessa è anteriore allo Stato».
«Colui che invece non può associarsi, o che per la sua autosufficienza non ha bisogno di nulla, non è parte alcuna della città, ed è perciò o una bestia o un dio.»
Aristotele
Martin Buber sostiene: «In principio è la relazione.» La relazione (Beziehnung) ci conduce all'incontro (Begegnung).
Il tradimento è una delle esperienze più dolorose della vita. Restiamo troppo a lungo in quel dolore, ci sommergiamo nella rabbia, nella collera e nel senso di essere feriti. L'angoscia che proviamo penetra con la sua lama anche in altri ambiti della nostra vita. Diventiamo impotenti perché iniziamo a dubitare di tutto ciò che ci era importante, di tutto ciò che fino a quel momento era stato buono e prezioso nella nostra vita. La vita si trasforma in sopravvivenza. Solo per evitare l'immagine della persona a cui ci eravamo consegnati e a cui avevamo promesso fedeltà, tra le braccia di un altro o di un'altra. In ogni caso, si tratta di un colpo che cambia la vita dalle fondamenta, tanto di chi è stato infedele quanto di chi ha scoperto il tradimento.
Cosa fare e come andare avanti dopo il tradimento?
Vorrei raccontarvi la storia coniugale segnata dal tormento dell'infedeltà del marito di Elisabetta Canori Mora, che San Giovanni Paolo II ha proclamato beata nel 1994. Visse a cavallo tra il Settecento e l'Ottocento a Roma, in Italia. Dalla storia dell'infedeltà del marito Cristoforo, l'uomo di oggi, in un mondo in cui le statistiche mostrano che una coppia su tre divorzia, può imparare come il tormento dei matrimoni in conflitto non finisca necessariamente con il divorzio o con una terapia prolungata, ma con una completa trasformazione nella bellezza della presenza di Dio sulla terra.
Il Signore Dio disse: „Non è bene che l'uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli sia simile“.(Gen 2,18)
Questa frase di Dio ci introduce nel mondo biblico delle coppie. Perché Dio dice che la solitudine non è buona? Perché nella solitudine non possiamo amare ed essere amati. Fin dall'inizio, dalla creazione del mondo, contempliamo il meraviglioso disegno di Dio. Dio vuole che l'uomo esista in questo mondo come maschio e femmina. Gli è immensamente cara questa misteriosa diversità tra l'uomo e la donna.
„Dio è per noi rifugio e fortezza, aiuto sempre vicino nelle angosce. Perciò non temiamo se trema la terra, se crollano i monti nel fondo del mare. Fremano, si gonfino le acque del mare, tremino i monti per la loro furia: con noi è il Signore degli eserciti, nostro rifugio è il Dio di Giacobbe!“ (Sal 46, 2-4)
Pochi giorni fa è stato celebrato il 75° anniversario del lancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. In questo articolo presentiamo la storia coniugale e familiare di Paolo Nagai Takashi e Midori Moriyama, la sua conversione e la loro comune testimonianza di fedeltà familiare e coniugale, di amore cristiano e di impegno per la pace.
Siamo stati sposati per mezzo secolo in un matrimonio felice.
Il nostro matrimonio è stato ideale. Se si potesse trasformare tutto questo in uno spot pubblicitario, direi: «Vivete il matrimonio così, come Cvijeta e io!». Lei è stata la felicità della mia vita. Vi prego di non prenderlo in modo banale.
La noia è sempre stata una parola estranea e sconosciuta nella nostra vita.
Oltre a visitare le città, ci attraevano gli spazi del silenzio.
Due giorni fa, all’età di 94 anni, è morto l’accademico Viktor Žmegač, un uomo speciale: caro, calmo, affidabile, preciso. Come un uomo rinascimentale, sa moltissimo – troppo – su fatti, eventi, persone, paesi, sull’arte, sulla vita. È gentile. Severo, persino con se stesso. È germanista e croatista, professore emerito della Facoltà di Filosofia di Zagabria, scrittore, storico, musicologo, teorico della letteratura e dell’arte, scrittore di viaggi.
Negli ultimi quindici anni circa, il professor Žmegač ha scritto una decina di libri straordinari sulla civiltà, la cultura e l’arte d’Europa. Ama sopra ogni cosa la cultura e l’arte d’Europa, che considera il centro del nostro pianeta. È un erudito. Di prim’ordine. È così: conosce a fondo ciò di cui si occupa o che studia.
Fu sposato con Cvijeta, autrice di manuali di tedesco e insegnante perfetta nelle scuole di lingue straniere: «L’ho amata immensamente dal primo giorno fino alla sua morte. Siamo stati sposati per mezzo secolo in un matrimonio felice. Gli anni che seguirono, fino alla fine, sono stati l’unica tragedia della mia vita. Ha dovuto vivere in una casa di cura, in condizioni sempre più gravi. È stata colpita da una malattia inguaribile, a decorso lento. Non esiste terapia. Ancora oggi non passa giorno senza che io ricordi episodi del nostro matrimonio. Non era soltanto bella, cara, devota alla famiglia, era anche estremamente spiritosa, piena di battute e arguzie. Il nostro matrimonio è stato ideale. Se si potesse trasformare tutto questo in uno spot pubblicitario, direi: «Vivete il matrimonio così, come Cvijeta e io!». Lei è stata la felicità della mia vita. Vi prego di non prenderlo in modo banale.
nel gran fior discendeva che s'addorna di tante foglie,
e quindi risaliva là dove 'l süo amor sempre soggiorna.
Le facce tutte avean di fiamma viva
ché la luce divina è penetrante
per l'universo secondo ch'è degno,
sì che nulla le puote essere ostante.
Questo sicuro e gaudioso regno,
frequente in gente antica e in novella,
viso e amore avea tutto ad un segno.
O trina luce
che 'n unica stella scintillando a lor vista, sì li appaga,
guarda qua giuso a la nostra procella!
Dante, Paradiso, canto XXXI
Come è possibile il matrimonio, se questa volontà, la mia, testarda, ostinata, orgogliosa volontà, non voglio dire che questo riguardi solo Filip o Karla, ma siamo tutti noi, se questa nostra volontà e la nostra idolatria non si sottomette alla volontà celeste, alla volontà di Dio… Per questo diciamo che il matrimonio cristiano è un matrimonio a tre: marito, moglie e Gesù Cristo. A Lui si dà ascolto. Lui è il capo. Ci si sottomette alla volontà del Padre.
Omelia di don Antun Nižetić, Cattedrale di Sant'Anastasia – Zadar, 13.05.2023.
„Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo“ (Lc 24,16)
Recentemente, in una casa di riposo in Inghilterra, le infermiere hanno portato per il compleanno di un vedovo di 94 anni un regalo insolito. Un piccolo cuscino. Il cuscino che le infermiere gli hanno regalato portava stampata l'immagine della sua defunta moglie. Lui l'hariconosciuta.
Mio marito! Mio marito! Mio marito! Asciutti sono, lo vedi, i miei occhi, ma l’amore non voglio nascondere.
Supplicandoti, perdonami: mai più, commossa, al tuo ritorno dalla battaglia potrò abbracciarti.
Alla morte sono pronto/ non ho paura quando il boia solleva la spada, mi terrò con fierezza, da nobile e da croato.
Tu di nulla ti addolorare/ Lasciatemi essere donna, che io pianga, che io gema, che io mi laceri il cuore.
Mate Marčinko
Il matrimonio tra Ana Katarina Frankopan e Petar Zrinski fu celebrato a Karlovac, mentre i festeggiamenti si tennero a Ozalj il 27 ottobre 1641. Con esso si unirono le più potenti famiglie nobili croate, gli Zrinski e i Frankopan. Ebbero quattro figli: Jelena, Judita Petronila, Ivan Antun Baltazar e Aurora Veronika.
Katarina sposò Petar all’età di 16 anni, e da allora visse col marito a Ozalj, frequentando di tanto in tanto anche Čakovec, dove si sarebbe trasferita con il marito dopo la tragica morte di suo fratello, il bano croato Nikola Zrinski. Soggiornava periodicamente anche in altre tenute degli Zrinski e dei Frankopan – a Vrbovec, sul Grobnik, a Kraljevica e a Novi Bribir. Tutte queste tenute non erano soltanto proprietà agricole, ma anche centri di vita pubblica e culturale, in cui si parlava croato – sia in kajkavo, sia in ciacavo, sia in stocavo – e si scriveva e si discuteva di temi mondiali e nazionali; vi si coltivavano la letteratura, l’arte e la cultura.
Vi presentiamo la storia coniugale, familiare e patriottica di Petar e Katarina Zrinski, e la sua lettera d’addio all’amata moglie prima dell’esecuzione.
"Sono stata benedetta nell'avere dei santi come genitori."
"Il buon Signore mi ha dato un padre e una madre più degni del cielo che della terra."
Santa Teresa di Lisieux
«C'era una perfetta intesa tra i nostri genitori,
anche se sapevano divergere su alcuni punti di vista».
La figlia Celina
I coniugi san Luigi Martin (1823-1894) e santa Zelia Guérin (1831-1877) sono la prima coppia sposata nella storia della Chiesa cattolica ad essere stata proclamata santa insieme. Sono anche i primi genitori di una santa ad essere stati proclamati beati. Non sono stati proclamati santi perché avevano una figlia santa, santa Teresa di Lisieux, ma perché hanno vissuto una vita santa.
Il compositore Ennio Morricone, che in vita creò melodie celebri e meravigliose, morì il 6 luglio 2020. Nacque il 10 novembre 1928 a Roma, dove trascorse tutta la sua vita.
Sua moglie Maria Travia nacque nel 1932 a San Giorgio di Gioiosa Marea (Messina-Sicilia), l'ultima notte dell'anno, il 31 dicembre. Tuttavia, già nel 1933 la sua famiglia si trasferì a Roma, dove Maria crebbe. Era amica di Adriana, sorella di Ennio.
Poco prima della morte la indicò per iscritto come colei a cui aveva affidato tutto: „Infine, ma non per ultima, Maria. Con questo rinnovo lo straordinario amore che ci ha tenuti uniti e non mi fa piacere doverla lasciare. Il saluto più doloroso è per lei.”
Proseguendo la serie di testi sulle coppie bibliche ci troviamo davanti a una vera sfida. Tocca a Noè, il decimo patriarca biblico da Adamo. Tuttavia, l'intento e al tempo stesso la sfida di questo testo è conoscere la compagna di vita di Noè. Procediamo con ordine.
Nella Bibbia i litigi familiari e coniugali sono quasi identici ai nostri tempi. Già allora erano molto attuali e ben noti gli schemi dei comportamenti coniugali nei litigi. Questi schemi si possono riassumere secondo i seguenti modelli di comportamento dei coniugi:
- 'scaricare la colpa sull'altro coniuge' ('non sono io ma...')
- 'sfoghi di gelosia' ('dove sei stato/a?')
- 'i figli come fonte di problemi coniugali' ('da lui/lei non si ricava mai niente'')
- 'infertilità del marito o della moglie' ('siamo rimasti soli')
- 'uomo macho e brava donna' ('donna saggia e marito stupido').
Tutto questo e altro ancora lo ritroviamo anche nelle storie coniugali di oggi. Abbiamo scelto alcune storie bibliche caratteristiche sui litigi coniugali che nel racconto biblico e nella storia hanno lasciato un segno profondo, cioè alcune coppie coniugali bibliche con una sorta di "motti" delle dispute secondo cui si svolgevano i loro litigi: Adamo ed Eva ('non sono io'); Sara e Abramo ('siamo rimasti soli'); Isacco e Rebecca ('figli grandi, grandi pensieri'); Rachele e Giacobbe ('non ne posso più'); Nabal e Abigail ('la bella e lo stolto').
“Il matrimonio è come il tango, ognuno balla a modo suo e tutto sembra perfettamente armonioso”
Mentre siamo costretti a stare l'uno accanto all'altra più del solito, i conflitti non bussano alla porta, ma entrano senza essere invitati. Forse è proprio il momento giusto per “ospitarli”, farli sedere allo stesso tavolo con noi e finalmente stabilire delle regole di comportamento e proteggerci dalla loro irruzione distruttiva nelle nostre vite.
«Sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore» (Rm 8,38-39)
Nel 1842, il trentatreenne colonnello della cavalleria olandese Jacobus Warnerus Constantinus van Gorkum (1809-1880) sposò una ventiduenne di nobile lignaggio, Jonkvrouwe Josephina Carolina Petronella Hubertina van Aefferden (1820-1888). Il matrimonio fu estremamente controverso, non tanto per la differenza di ceto, quanto soprattutto per la differenza di confessione religiosa - van Gorkum era protestante, van Aefferden era cattolica. Le due comunità vivevano in grande ostilità reciproca. I due si innamorarono, ma il loro desiderio di sposarsi incontrò una forte resistenza a causa delle differenze di fede, status, ricchezza, appartenenza politica e origine. Nonostante queste obiezioni, si sposarono nel 1842 e vissero un matrimonio felice per quasi trentotto anni. Il matrimonio fu benedetto da tre figli: due maschi e una femmina. Josephina rimase cattolica, Jacobus rimase protestante, e la coppia riuscì in qualche modo a sfidare la forte ostilità di entrambe le parti, finché la morte non li separò, sia pur temporaneamente.
Pubblichiamo la storia dei coniugi Ciro Piccolo e Raffaella Esposito Corcione, insieme autori di un manuale per giovani coppie sul tema del corteggiamento (Il Manuale del corteggiamento). Ci testimoniano la bellezza e la profondità del rapporto reciproco, e come l'uso dei metodi naturali possa essere un grande aiuto nel matrimonio. È una conoscenza che ogni donna e ogni uomo dovrebbero possedere!Janet Smith dice: “Il fatto che le coppie che usano la pianificazione familiare naturale quasi non si separino mai. Questo rivela molto. La pianificazione naturale è molto più dell'astinenza. È un metodo che richiede molta comunicazione e valori condivisi”.